Tra Vittorio Alfieri e l’Unesco

Una visita di Asti non può che iniziare dalla piazza intitolata a uno dei suoi più illustri figli: Vittorio
Alfieri, scrittore di alti ideali del XVIII secolo che nei suoi trattati e nelle sue tragedie ha esaltato i
temi della libertà e della lotta alla tirannia, diventando precursore del Risorgimento. La piazza, a
pianta trapezoidale, un tempo impiegata per sfilate militari spettacoli popolari e pubbliche
esecuzioni, dal 1987 è la sede del Palio, l’evento di maggior prestigio della città. Tre lati sono chiusi
da palazzi porticati, dov’è possibile passeggiare tra caffè e boutique, mentre nel fondo, dove oggi
c’è il Palazzo della Provincia, sino agli anni Trenta si ergeva il Foro Boario destinato al mercato del
bestiame e alle prime fiere vinicole. A Vittorio Alfieri sono dedicati anche l’antica via Maestra,
cuore dello shopping, che taglia tutto il centro storico e il Teatro, risalente a metà Ottocento. La
costruzione del Teatro è legata a un curioso aneddoto: a promuoverla fu una società composta da
diversi notabili cittadini, guidati dal banchiere Zaccaria Ottolenghi. Il sindaco era contrario al
progetto e dichiarò che se fosse stato terminato, la sera dell’inaugurazione avrebbe mangiato il
primo scalino dell’ingresso. Il 6 ottobre 1860, mentre l’orchestra suonava il “Mosé” di Rossini,
Ottolenghi fece recapitare al sindaco una lastra di pietra con gli auguri di buon appetito. L’episodio
dimostra l’ironia degli astigiani ma anche la loro caparbietà nel portare avanti sfide apparentemente
impossibili, come quella della candidatura dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato

a Patrimonio dell’Unesco. Il percorso di candidatura, avviato nel 2006, è stato tormentato ma si è
concluso con successo il 22 giugno 2014. Si tratta del 50° sito UNESCO italiano e del primo
paesaggio vitivinicolo italiano, che comprende la Langa del Barolo, le colline del Barbaresco, Nizza
Monferrato e il Barbera, Canelli e l’Asti Spumante, il Monferrato degli Infernot e il Castello di
Grinzane Cavour. È un territorio caratterizzato da colline ricoperte di vigneti a perdita d’occhio,
dove nascono vini conosciuti e apprezzati in tutto il mondo; da vestigia del passato come torri e
castelli medioevali che svettano nel panorama e da borghi e città, ricche di tradizioni. Circondata da
questo fantastico territorio l’antica Asti sta cercando di reinventarsi, affrontando nuove sfide che
vedono nella promozione dell’enogastronomia e di un turismo sostenibile due nuovi elementi
chiave.