RUCHÉ DI CASTAGNOLE MONFERRATO DOCG

Il vino Ruché di Castagnole Monferrato Docg è un vino proveniente dalla zona del Monferrato di Asti. Le uve che lo compongono devono necessariamente essere in una percentuale tra il 90% e il 100%, talvolta possono intervenire, con un massimo del 10%, Barbera e/o Brachetto.
Le uve utilizzate denotano un profumo intenso ed un gusto floreale: il carattere di questo vino è inconfondibile.
La particolarità sta certamente nella terra, di fatto il terreno calcareo asciugato dal clima assolato e caldo che contraddistinge il luogo permette ai vigneti di assorbire un gusto particolare che la fermentazione riduce in un vino dal color rubino dai riflessi violacei, dal gusto incredibilmente speziato ed intenso. Non è difficile scoprire note di albicocca, prugna, mora e lampone.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE E DEGUSTATIVE

Si tratta di un vino molto aromatico, sentori che vengono anticipati all’olfatto tramite il quale possono scoprirsi note di rosa e di viola. Al palato non è difficile sentirne la speziatura, anche l’albicocca lo rende inconfondibile. La degustazione del vino giovane è la più apprezzata: questo è il momento in cui vengono a contraddistinguersi le note aromatiche di vari frutti che si accompagnano al gusto morbido ed al corpo equilibrato. Il Ruché di Castagnole Monferrato Docg ha bassa acidità, il retrogusto speziato ed aromatico ed una elevata alcolicità che ben si sposa con i profumi, tanto da non farsi sentire dal degustatore.

ABBINAMENTI TIPICI CONSIGLIATI

Per gli abbinamenti gastronomici, nonostante la grande versatilità del vino, si prediligono salumi, formaggi a media stagionatura e primi piatti consistenti, meglio pasta a base d’uovo.

CARATTERISTICHE AMPELOGRAFICHE DEL VITIGNO

Il vitigno, a bacca rossa, si contraddistingue sia dal grappolo di forma allungata e compatta, sia dalla foglia trilobata, non molto grande, di colore verde chiaro e liscia. Gli acini sono medi dal colore violaceo con una buccia spessa. La maturazione avviene già da fine settembre, talvolta metà ottobre: è uno dei vini più precoci della zona.

LA RINASCITA DEL RUCHE'

Non è nota la storia del nome del vino, ovvero esistono varie ipotesi sulla sue genesi. È probabile che tragga la denominazione dalla comunità di monaci devota a San Rocco, probabilmente i primi che secoli fa coltivarono queste vigne. Altrettanto possibile, la derivazione dal sostantivo del dialetto piemontese “roche”, ovvero “arroccato”, così come lo sono i vitigni che si annidano e crescono nei terreni scoscesi delle zone del Monferrato. L’ipotesi più probabile, tuttavia, è quella che sostiene che il nome abbia genesi dai vitigni dell’Alta Savoia.
Il Ruché di Castagnole del Monferrato è un vino Doc dal 1987, dopo un decennio dalla sua riscoperta. Per moltissimo tempo, infatti, è stato dimenticato, con il rischio di veder scompararire la vigna. La sua storia ha origine alla fine degli anni Settanta, quando il parroco Don Giacomo Cauda arrivò a Castagnole ed ebbe come beneficio ecclesiatico questo appezzamento di terra incolto. Di estrazione contadina, il parroco non poteva permettere che il terreno rimanesse inutilizzato, soffriva a vedere i vigneti in uno stato di desolato abbandono. Ogni giorno, alla fine della messa, si prodigava a coltivare quei dieci filari e a ridar loro l’antico splendore. Così (ri)nasce il Ruché, dalla mano di un religioso illuminato che ha dedicato anima e corpo alla vigna, tanto che spesso il vino viene conosciuto come “vigna del parroco”. Nonostante molti in paese le considerassero un sognatore, Don Cauda credeva fortemente nella sua produzione di vino, tanto da portarlo ben diciassette anni dopo al titolo di vino Doc.

Nel 2010, il Ruché ha ottenuto il riconoscimento di vino Docg, con una produzione pari al milione di bottiglie ed è noto sia a livello nazionale che internazionale.