NIZZA DOCG

I vini Nizza DOCG e Nizza Riserva DOCG vengono prodotti in un’area del Nizza – in provincia di Asti – che comprende diciotto comuni. La loro denominazione deriva dal distaccamento della zona Nizza da quella definita Barbera d’Asti e, infatti, i primi vini Nizza DOCG sono stati portati sul mercato dal luglio del 2016. Tali vini nascono dalla coltivazione delle uve Barbera, specificatamente selezionate da alcuni produttori che sono ritenuti in grado di portare i vini alla massima esaltazione. Il nome Nizza, quindi, evidenzia un percorso ufficializzato e nato per mettere la lente di ingrandimento sull’eccellenza totale di questo territorio. La Denominazione di origine controllata e garantita DOCG, infatti, non solo ne è una diretta conseguenza, ma indica ai consumatori l’origine geografica specifica del vino.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE E DEGUSTATIVE

Il Nizza DOCG e Nizza Riserva DOCG presenta delle caratteristiche organolettiche uniche. Si parte da un colore rosso rubino particolarmente intenso che tende a diventare granato con l’invecchiamento. Anche il profumo – come il colore – è intenso, persistente e vinoso da giovane. Al naso prevalgono sentori di prugna, bacche scure e ciliegia che si evolvono in odori di confetture o frutte trattate sotto spirito. Parliamo, quindi, di sentori balsamici, floreali e speziati che, con l’affinazione in legno, lasciano spazio a note di cacao, liquirizia e cannella. Passando al gusto si può dire che alle papille questi vini risultano essere pieni, armoniosi e caldi. L’affinamento più intenso del Riserva, poi, dona una ricchezza maggiore dei tannini dolci dell’uva e una fragranza olfattiva più persistente.

ABBINAMENTI TIPICI CONSIGLIATI

Grazie a queste sue caratteristiche gli accostamenti gastronomici migliori con questi vini risultano essere carni rosse brasate, piatti tradizionali del Piemonte a base di carne di razza o con quella di selvaggina (ad esempio il cinghiale o il capriolo).

GEOGRAFIA DEL VITIGNO

Il paese di Cisterna d’Asti sorge arroccato su un poggio che si trova tra il Roero e l’Astigiano ed è strettamente legato a questo vino che ha ottenuto, nel 2002, la Denominazione di Origine Controllata. Caratteristica principale di questo territorio è l’unione di due zone morfologicamente diverse tra loro costituite dalla parte più selvaggia delle Rocche e dai rilievi più dolci con terreni di origine alluvionale sui quali vengono coltivati i vigneti del Cisterna d’Asti DOC. I vigneti vengono impiantati nella zona collinare ad un’altitudine non superiore ai 400 metri sul livello del mare.

DENOMINAZIONE E DISCIPLINARE

I vini Nizza DOCG e Nizza Riserva DOCG vengono ottenuti da uve Barbera definite in purezza e che prevedono un affinamento di 18 mesi. Di questi, sei avvengono in botti di legno e donano al vino le sue caratteristiche organolettiche pregiate, uniche, complesse e strutturate. I comuni di produzione autorizzati della provincia di Asti sono: Agliano Terme, Bruno, Belveglio, Calamandrana, Castel Boglione, Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Castel Rocchero Cortiglione, Incisa Scapaccino, Moasca, Mombaruzzo, Mombercelli, Nizza Monferrato, Rocchetta Palafea, San Marzano Oliveto, Vaglio Serra e Vinchio. In questi territori, infatti, è stata riconosciuta la coltivazione di vitigni Barbera al 100% che sono compresi in un sistema collinare tra i 150 e 400 metri sul livello del mare e contraddistinto da un clima temperato, temperato-caldo, con poco vento e una piovosità media all’anno di 700 millimetri. L’utilizzo di uve 100% Barbera, segue ad un affinamento minimo di 18 mesi di invecchiamento (di cui 6 in botti di legno) per la realizzazione del Nizza DOCG e di minimo 80 mesi (di cui 12 in botti di legno) per la produzione del Nizza Riserva DOCG. Infatti, il primo ha un volume alcolometrico pari al 18% e il secondo pari al 18,5%.

CARATTERISTICHE AMPELOGRAFICHE DEL VITIGNO

I vitigni Barbera da cui nascono il vino Nizza DOCG e Nizza Riserva DOCG si trovano tendenzialmente nei versanti collinari meglio esposti e si ipotizza che la loro coltivazione risalga addirittura al periodo del Medio Evo. Infatti, le prime fonti riguardanti le uve Barbera risalgono al 1512 in un atto catastale del Comune di Chieri. La lavorazione di questi vitigni si diffuse a tal punto che il vino che ne si ricavava venne destinato al consumo dei contadini. Proprio a loro si deve la nascita di un rapporto così identitario che rimane anche al giorno d’oggi. Alla sua diffusione nel Monferrato, nell’alessandrino e nell’asteano seguì, poi, il suo inserimento nella prima versione della “Ampelografia” scritta dal Conte Nuvolone nel 1798. Da quest’anno e soprattutto dalla nascita della prima ferrovia del territorio diretta al porto di Genova, questo vino conquistò i mercati internazionali oltre che nazionali. La foglia adulta di questi vitigni si mostra di media grandezza, di forma pentagonale e con un lembo superiore dal colore verde scuro. La sua superficie, invece, è lievemente bollosa. Il grappolo, poi, appena raggiunta la maturità si presenta medio-grande, a forma piramidale e cilindrico alato. È molto compatto, il suo peduncolo è di colore verde chiaro e medio-lungo e presenta un acino medio-grande dal colore blu che tende al nero. Le viti Barbera germogliano entro la prima metà di aprile e la maturazione delle loro uve avvengono nella prima decade di ottobre. Essendo un vitigno molto fertile e produttivo, l’attitudine colturale impiegata è quella definita controspalliera e che utilizza una potatura Guyot. Il Barbera, poi, è tendenzialmente resistente alla malattia peronospora ma molto soggetto a muffe e marciumi acidi del grappolo.