ASTI DOCG

La denominazione Asti DOCG comprende diversi vini, tutti prodotti utilizzando solo uva proveniente dai vitigni di Moscato Bianco, che devono sottostare rigorosamente al Disciplinare che fa riferimento alla loro produzione per ottenerla. Essi sono:

• Asti o Asti spumante DOCG
• Asti o Asti spumante metodo classico DOCG
• Moscato d’Asti Canelli DOCG
• Moscato d’Asti DOCG
• Moscato d’Asti Santa Vittoria d’Alba DOCG
• Moscato d’Asti Strevi DOCG
• Moscato d’Asti vendemmia tardiva DOCG
• Moscato d’Asti vendemmia tardiva Santa vittoria d’Alba DOCG

Com’è facile intuire, si tratta di vini spumanti che vantano una lunghissima tradizione ben radicata nella regione Piemonte, considerando anche il fatto che il Moscato Bianco è il vitigno più antico tra quelli coltivati in Italia. Infatti, sono numerosissime le testimonianze che lo vedono presente già al tempo dei romani, molto probabilmente importato dai Greci, sotto forma di tralci e semi, durante la fondazione delle loro colonie. Il suo nome – Moscato deriva dal termine “muschio” e, letteralmente, significa “profumato” – dice già tanto sugli aromi dolci e intensi che riesce a sprigionare e se documenti certi riguardo la sua coltivazione in Piemonte risalgono al 1300, sarà solo intorno al 1865 che avrà ufficialmente inizio la tradizione spumantistica di questa regione grazie a Carlo Gancia e alla sua volontà di dedicarsi alla produzione del primo spumante italiano.
Grazie all’esperienza e alla qualità maturata negli anni, Asti divenne la capitale del Moscato Bianco insieme alla città di Canelli, altro punto di riferimento importante che vanta una lunghissima tradizione legata alle tecniche di vinificazione. Nel 1932 fu fondato il Consorzio di Tutela dell’Asti, ma fu soltanto nel 1967 che venne assegnata a questa produzione la denominazione di origine controllata (DOC), mentre nel 1994 ottenne la denominazione di origine controllata e garantita (DOCG).

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE E DEGUSTATIVE

Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche e gustative, è necessario fare riferimento alle singole tipologie di vini che rientrano nella denominazione Asti DOCG

• Asti o Asti spumante DOCG: alla vista si presenta di color giallo paglierino o giallo dorato con delle bollicine sottili e persistenti. All’olfatto risulta delicato e persistente, mentre il gusto è armonico e dolce. Il tasso alcolometrico è pari a 11,5% vol.

• Asti o Asti spumante metodo classico DOCG: anche in questo caso troviamo un colore giallo paglierino o dorato che riporta note olfattive intense e delicate allo stesso tempo, mentre gusto è sempre armonico e dolce. Il tasso alcolometrico è pari a 12% vol.


• Moscato d’Asti Canelli DOCG: di color giallo paglierino o dorato con note olfattive aromatiche e un gusto dolce e armonico. Il tasso alcolometrico è pari a 12% vol.


• Moscato d’Asti DOCG: di colore giallo paglierino, all’olfatto risulta molto aromatico e caratteristico, mentre al gusto emergono note dolci e aromatiche. Il tasso alcolometrico è pari a 11% vol.


• Moscato d’Asti Santa Vittoria d’Alba DOCG: di colore giallo dorato, le note olfattive sono di tipo floreale e fresco che rimane persistente a lungo, mentre al gusto risulta dolce e aromatico. Il tasso alcolometrico è pari a 12% vol.


• Moscato d’Asti Strevi DOCG: di color giallo paglierino, all’olfatto risulta molto aromatico e al gusto decisamente armonico e dolce. Il tasso alcolometrico è pari a 12% vol.


• Moscato d’Asti vendemmia tardiva DOCG: di colore giallo dorato, rilascia un profumo molto fruttato e speziato, mentre le note gustative si conservano dolci e armoniche. Il tasso alcolometrico è pari a 14% vol.


• Moscato d’Asti vendemmia tardiva Santa vittoria d’Alba DOCG: di colore giallo dorato, ha un profumo corposo che rimanda a note fruttate e speziate, mentre il sapore rimane armonico e dolce. Il tasso alcolemetrico sale al 15%.

ABBINAMENTI TIPICI CONSIGLIATI

L’ASTI DOCG è un perfetto vino da fine pasto. Può piacevolmente essere sorseggiato accanto ad una torta di mele o ai classici dolci natalizi come il pandoro o il panettone. Tra gli accostamenti gastronomici consigliati ci sono anche la panna cotta e il tiramisù. Sono invece assolutamente da evitare le pietanze eccessivamente grasse o zuccherine, che andrebbero a coprire il delicato gusto di questo vino, andando a soffocare ogni tipologia di aroma che lo caratterizza.
È possibile realizzare ottimi abbinamenti anche con diverse pietanze salate. I formaggi stagionati, come il grana o il pecorino, e quelli erborini ne sono un esempio. Se utilizzato con pietanze molto saporite e speziate, è ottimo per rinfrescare il palato, in special modo se si deve passare da una portata all’altra. È infine largamente impiegato nei menù di ricchi antipasti e per gli aperitivi a base di bruschette, rosticceria o tabulè.

GEOGRAFIA DEL VITIGNO

Il territorio su cui si estende la produzione dell’Asti DOCG è, com’è facile immaginare, è molto esteso – stiamo parlando di circa 10.000 ettari di vitigni – e comprende le province di Alessandria, Asti e Cuneo, oltre ad altri 52 comuni.

Nello specifico, si tratta di un territorio collinare dotato di una struttura priva di rocce o sedimenti rocciosi che comprende anche le Langhe e l’Alto Monferrato dove i crinali in leggera pendenza delle prime e i fondovalle freschi e soleggiati del secondo creano il clima perfetto per la produzione del vitigno.
Le viti sono disposte in filari ordinati e curati così da rendere questo paesaggio del sud del Piemonte prezioso, unico e conosciuto in tutto il mondo.

DENOMINAZIONI

Come già accennato, il vitigno che rientra nella denominazione dell’Asti DOCG è il Moscato Bianco e la sua produzione deve sottostare ad uno specifico Disciplinare. È fondamentale, ad esempio, che i metodi di coltivazione, impianto e potatura non modifichino in alcun modo le caratteristiche del vitigno, del mosto e, ovviamente, del vino. Può essere effettuata l’irrigazione di soccorso, ma non è possibile utilizzare pratiche di forzatura, mentre il processo di lavorazione deve avvenire tramite fermentazione naturale in autoclave – chiamato anche metodo Charmat – e deve avere una durata superiore a 30 giorni. Inoltre, per quanto riguarda il vino realizzato con metodo tradizionale o classico, esso deve trascorrere almeno 9 mesi sui lieviti, mentre il Moscato d’Asti vendemmia tardiva deve essere affinato per almeno 1 anno.

CARATTERISTICHE AMPELOGRAFICHE DEL VITIGNO

Le principali caratteristiche ampelografiche della denominazione Asti DOCG sono quelle che riguardano il suo vitigno predominante, e cioè il Moscato Bianco:


• Foglia: di grandezza media e di forma pentagonale e trilobata.


• Grappolo: può presentarsi compatto o mediamente compatto, con una forma cilindrica oppure conica, mentre, di solito, è presente una sola ala.


• Acino: è di medie dimensioni e dalla forma cilindrica con una buccia poco pruinosa e di colore verde-giallognolo.
Il Moscato Bianco è coltivato anche in altre regioni d’Italia – Valle d’Aosta, Toscana Puglia, Sicilia, Sardegna – per la produzione di vini aromatici secchi, dolci, frizzanti oppure vini passiti per i quali si utilizzano le vendemmie tardive.