MOSCATO D'ASTI DOCG

Il Moscato d’Asti DOCG è uno dei prodotti più conosciuti e apprezzati della tradizione vitilvinicola piemontese. La sua storia affonda le proprie radici già nelle colture dell’antica Grecia, dove l’uva Moscato bianco era conosciuta con il nome di Anathelicon moschaton, e tocca la tradizione romana, che l’ha ribattezzata come uva apiana per via del suo aroma, tanto dolce da attirare le api. Il suo successo si conferma nel corso del medioevo, durante il quale era presente su tutte le tavole nobiliari, e raggiunge il Piemonte grazie al duca Emanuele Filiberto di Savoia che fece di questo territorio il suo principale produttore. Nel corso del tempo, grazie all’avvento delle più moderne tecnologie, questo particolare vino ha raggiunto una qualità eccellente. Nel 1993 è stato infatti insignito della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG). Ad oggi è possibile esportarlo ovunque nel mondo, mantenendone intatto il suo più autentico sapore. Principale caratteristica del Moscato d’Asti DOCG è il suo intenso aroma, che richiama le note del glicine e del tiglio, rese più dolci da un sentore di pesca e albicocca e mantenuto fresco e leggero dai sentori si salvia, limone e fiori d’arancio. La componente zuccherina è in perfetta armonia con quella alcolica, che si rivela particolarmente bassa e rende questo vino perfetto per essere consumato in ogni momento della giornata. La sua freschezza e vivacità è seconda solo a quella degli spumanti, dai quali si distingue per il grado di fermentazione alcolica che viene bloccata al raggiungimento del 5% vol. circa. Il Consorzio d’Asti DOCG ha inaugurato al suo interno il Consiglio del Moscato d’Asti, che sottopone il vino a stringenti controlli (gli stessi impiegati per la produzione dello spumante Moscato d’Asti), ne valorizza l’immagine e tutela il consumatore dalle imitazioni.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE E DEGUSTATIVE

Il Moscato d’Asti DOCG è un vino dal sapore dolce e molto aromatico, mai stucchevole. Dato il titolo alcolometrico estremamente basso, risulta essere un vero e proprio nettare delicato, vellutato e sorprendentemente fresco, ricco di aromi floreali, fruttati e muschiati. Il colore corrisponde a un limpido giallo paglierino più o meno intenso, che può talvolta raggiungere la tonalità dorata. L’aroma è quello caratteristico e fragrante delle uve utilizzate dei vitigni Moscato bianco. A seconda delle tecniche utilizzate durante le ultime fasi di produzione può essere fermo o leggermente frizzante.

ABBINAMENTI TIPICI CONSIGLIATI

Il Moscato d’Asti è un perfetto vino da fine pasto. Può piacevolmente essere sorseggiato accanto ad una torta di mele o ai classici dolci natalizi come il pandoro o il panettone. Tra gli accostamenti gastronomici consigliati ci sono anche la panna cotta e il tiramisù. Sono invece assolutamente da evitare le pietanze eccessivamente grasse o zuccherine, che andrebbero a coprire il delicato gusto di questo vino, andando a soffocare ogni tipologia di aroma che lo caratterizza. È possibile realizzare ottimi abbinamenti anche con diverse pietanze salate. I formaggi stagionati, come il grana o il pecorino, e quelli erborini ne sono un esempio. In alternativa è perfetto per accompagnare le carni bianche, come il coniglio, il pollo e il tacchino. Se utilizzato con pietanze molto saporite e speziate, è ottimo per rinfrescare il palato, in special modo se si deve passare da una portata all’altra. È infine largamente impiegato nei menù di ricchi antipasti e per gli aperitivi a base di bruschette, rosticceria o tabulè.

CARATTERISTICHE DEL MOSCATO D'ASTI DOCG

Zona di produzione: il disciplinare prevede che il Moscato d’Asti sia prodotto nei territori localizzati nel sud est del Piemonte e, in particolare, nelle province di Asti, Alessandria e Cuneo. Sono inoltre state ufficialmente riconosciute tre sottozone di produzione, denominate specificatamente Cannelli, Santa Vittoria d’Alba e Strevi. Tra i comuni che si distinguono per l’eccellente qualità della produzione troviamo Castiglione Tinella, Mango e Santo Stefano Belbo.
Uve: per produrre il Moscato d’Asti DOCG si usano esclusivamente le uve dei vitigni Moscato bianco, vinificate al 100%. Questi vitigni sono molto versatili e sono utilizzati principalmente per tre tipologie di vino: secchi e frizzanti, dolci aromatici e per le vendemmie tardive (passiti e vini da dessert). Gli acini maturi sono morfologicamente di media grandezza, sferoidali o leggermente appiattiti e presentano una buccia molto sottile, di colore giallo verdastro.
Rese produttive: secondo quanto riportato nel disciplinare di produzione, a resa massima di uva per ettaro dei vigneti in coltura specializzata per la produzione del vino Moscato d’Asti DOCG non dev’essere superiore a 9,5 tonnellate, corrispondenti ad un massimo di 71,25 ettolitri di vino per ettaro. Per i nuovi impianti è prevista una densità minima ai 4.000 ceppi ed è vietata qualsiasi pratica di forzatura, eccezion fatta per l’irrigazione di soccorso.
Vinificazione: eseguita con pressatura soffice delle uve intere. Successivamente si attua la chiarificazione e filtrazione del mosto prima che inizi il processo di fermentazione.
Affinamento minimo richiesto ed immissione al consumo: essendo un vino che va consumato fresco, dopo poche settimane dall’imbottigliamento è già pronto per l’immissione al consumo
Titolo alcolometrico volumico minimo complessivo: 11% vol. di cui svolto compreso tra il 4,5% e il 6,5% vol.
Acidità totale minima: 4,5 in grammi per litro espresso in acido tartarico