DOLCETTO D'ASTI DOC

Il Dolcetto d’Asti doc proviene da vitigni autoctoni piemontesi, che permettono di ottenere un vino molto gradevole che non disturba il palato grazie ad un’acidità fissa naturale e misurata. L’uva utilizzata per realizzare questo vino pregiato proviene da un’area circoscritta a sud di Asti, che grazie alla sua particolare collocazione permette di ottenere un prodotto di qualità alta e con delle caratteristiche subito riconoscibili. Le colline astigiane che si trovano nel comprensorio di Nizza Monferrato sono adatte alla viticultura e il territorio circostante adeguatamente ventilato, luminoso e dal clima favorevole, conferisce delle caratteristiche particolari alle uve di questi luoghi. Se mantenuto in cantina il Dolcetto d’Asti doc acquisisce delle peculiarità uniche, un raffinamento che diventa di tipo Superiore quando la conservazione supera l’anno solare.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE E DEGUSTATIVE

Un vino di colore rosso rubino con delle lievi sfumature tendenti al violaceo, che col passare del tempo e con l’invecchiamento del prodotto assumono un tono tendente al granato. Così come il colore, anche il profumo del Dolcetto d’Asti doc è molto intenso con un tipico sentore di frutta rossa al momento dell’apertura della bottiglia. Facendo decantare il vino è possibile sentire anche delle spiccate note di ciliegia che accompagnano dolcemente l’esperienza gustativa. La tipicità di questo prodotto è anche conferita dal sapore finale lasciato sul palato, che permette di apprezzare con calma un gusto particolarmente mandorlato

ABBINAMENTI TIPICI CONSIGLIATI

Si tratta di un vino molto versatile e che sta bene quasi con tutto. Il Dolcetto d’Asti doc è il prodotto giusto da gustare durante tutto il rinfresco, dall’antipasto al dolce non deluderà mai i commensali. Ovviamente da il meglio di sè quando è abbinato a taglieri di salumi e prosciutti, ma anche con primi piatti e formaggi sia freschi che a pasta dura.

GEOGRAFIA DEL VITIGNO

Il Dolcetto d’Asti Doc è prodotto in ben 24 comuni, tutti in provincia di Asti e le uve utilizzate sono sono di tipo Dolcetto. Ha un’ottima resa produttiva, in quanto per 80 quintali di uva è possibile ottenere 56 ettolitri di prodotto finale. Per essere ammesso al consumo ha bisogno di un periodo minimo di affinamento e infatti per ottenere un Dolcetto D’asti Superiore bisogna far affinare il vino in cantina per almeno 12 mesi a partire dal 1° gennaio successivo alla vendemmia. Il titolo alcolometrico volumico si attesta intorno all’11,5%, valore destinato a salire nei prodotti più affinati di tipo Superiore.

IL VITIGNO DOLCETTO

Coltivato diffusamente nelle province di Asti, Cuneo e Alessandria, è possibile trovarlo anche in Oltrepò Pavese e in tutta l’area pedemontana che si estende tra Piemonte e Liguria. La foglia del Dolcetto è di piccole dimensioni, a forma cuneiforme e con tre o cinque lobi. La superficie può essere sia liscia che lievemente bollosa, di colore verde con delle sfumature tendenti al rosso. Il grappolo, una volta maturo, è di media grandezza, poco sviluppato con gli acini di colore nero o blu. Il germogliamento avviene nella seconda metà di aprile e la maturazione dell’uva, che avviene in maniera piuttosto precoce, si attesta nella seconda metà di settembre. Benché il vitigno Dolcetto fornisce delle produzioni abbondanti, purtroppo queste non sono sempre costanti. Per ottenere risultati migliori si impiega la coltura tramite controspalliera e si pratica la potatura Guyot. Si tratta di un tipo di uva particolarmente resistente alle muffe e al marciume ma presenta degli acini delicati che sono soggetti talvolta alla cascola precoce. Con i frutti del Dolcetto si ottengono dei vini pregiati di colore intenso e con bassa acidità, come ad esempio il Dolcetto d’Asti doc, che va consumato sia giovane che con un breve periodo di affinamento.