CISTERNA D’ASTI DOC

Il Cisterna d’Asti DOC rappresenta una piccola ma florida realtà che è riuscita a portare ad un livello di qualità molto elevata un tipo di vitigno che viene prodotto da circa 13 comuni che si trovano tra le province di Asti e di Cuneo, compresa la stessa Cisterna d’Asti da cui prende il nome: Antignano, Ferrere, Cantarana, San Damiano d’Asti e San Martino Alfieri in provincia di Asti; Castellinaldo, Canale, Govone, Monteu Roero, Montà, Santo Stefano Roero e Vezza d’Alba in provincia di Cuneo.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE E DEGUSTATIVE

Il Cisterna d’Asti DOC si presenta alla vista con un colore rubino scuro e molto intenso che lascia percepire anche affascinanti riflessi violacei. All’olfatto è possibile percepire immediatamente delle note delicate e, allo stesso tempo, intense che ricordano gli aromi dei frutti rossi, mentre al palato il gusto è armonico, secco e persistente nella sua aromaticità.

ABBINAMENTI TIPICI CONSIGLIATI

Il Cisterna d’Asti DOC si lascia gustare in tutte le sue caratteristiche organolettiche se viene servito ad una temperatura che oscilla tra i 16° e i 18° e quando accompagna piatti tipici della tradizione – visto anche il suo profondo radicamento con il territorio – come i taglieri di salumi variegati, primi piatti conditi con sughi a base di carne, secondi piatti di carne cucinata in umido oppure arrosto. Si tratta di un vino che può accompagnare l’intero pasto e, tradizionalmente, viene proprio considerato il classico vino quotidiano da pasto.

GEOGRAFIA DEL VITIGNO

Il paese di Cisterna d’Asti sorge arroccato su un poggio che si trova tra il Roero e l’Astigiano ed è strettamente legato a questo vino che ha ottenuto, nel 2002, la Denominazione di Origine Controllata. Caratteristica principale di questo territorio è l’unione di due zone morfologicamente diverse tra loro costituite dalla parte più selvaggia delle Rocche e dai rilievi più dolci con terreni di origine alluvionale sui quali vengono coltivati i vigneti del Cisterna d’Asti DOC. I vigneti vengono impiantati nella zona collinare ad un’altitudine non superiore ai 400 metri sul livello del mare.

DENOMINAZIONE E DISCIPLINARE

Il disciplinare del Cisterna d’Asti DOC prevede che per la sua realizzazione siano utilizzate solo uve provenienti da vitigni di Croatina in purezza o, almeno, all’80%, mentre il restante 20% può contenere altre uve a bacca nera e non aromatiche che devono provenire necessariamente dai territori delle province di Cuneo e Asti.
Le tipologie di vino ufficialmente indicate dal disciplinare che ha riconosciuto la denominazione DOC per il Cisterna d’Asti sono:
• Cisterna d’Asti DOC
• Cisterna d’Asti Superiore DOC
In base al disciplinare, le uve utilizzate devono essere accuratamente coltivate e selezionate, mentre il vino deve invecchiare almeno 10 mesi all’interno di botti di legno. La denominazione di origine controllata viene rilasciata solo alle uve raccolte e lavorate all’interno dei territori appartenenti ai 13 comuni sopracitati, senza dimenticare che devono essere utilizzate tecniche di lavorazione tradizionali per evitare che vengano modificate le caratteristiche organolettiche del vino.
La sua gradazione oscilla tra i 10,5% vol. del Cisterna d’Asti DOC e gli 11% vol. del Cisterna d’Asti Superiore DOC.

CARATTERISTICHE AMPELOGRAFICHE DEL VITIGNO

Le principali caratteristiche ampelografiche del Cisterna d’Asti DOC sono quelle che riguardano il suo vitigno predominante, la Croatina:
• Foglia: si presenta con una forma pentagonale e pentalobata con la parte superiore opaca e quella inferiore con le nervature ben in vista.
• Grappolo: è solitamente grande e dalla forma conica con una compattezza media e allungata.
• Acino: è di medie dimensioni e presenta una forma sferica regolare, mentre la buccia è molto pruinosa e spessa di un delicato color blu chiaro o nero-bluastro.
Se per il Cisterna d’Asti DOC l’uva Croatina deve essere vinificata quanto più in purezza possibile, all’interno di altri territori – come il Piemonte o l’Oltrepò Pavese – viene vinificata insieme ad altre varietà come la Bonarda, la Vespolina, la Barbera e l’Uva Rara. Quello croatino è un vitigno a maturazione tardiva che produce un’uva piuttosto rustica e resistente, caratteristiche che ne hanno consentito una veloce e duratura diffusione.