CARDO GOBBO DI NIZZA MONFERRATO

Quando qualcuno nomina il cardo gobbo di Nizza Monferrato, la maggior parte di persone fa spallucce. In effetti, non si tratta mica di uno dei prodotti alimentari più conosciuti e anche nel Piemonte sono in pochi a sapere cosa sia questo cardo. Nel resto d’Italia la situazione è peggiore: ancora oggi sono in pochi a conoscere dell’esistenza di un prodotto come il cardo gobbo di Nizza Monferrato. In effetti, esso diventa sempre più raro sui mercati e trovarlo, persino nel Piemonte, non è per niente così semplice come potrebbe inizialmente sembrare. Si tratta di un prodotto che viene coltivato in quantità abbastanza piccole e che rischia di scomparire… o meglio: rischierebbe di comparire se non lo sostenessero. Ma di cosa si tratta? E perché questo tipo di cardo è così importante?
Il cardo gobbo di Nizza Monferrato nasce nella provincia di Asti, tra Nizza Monferrato e i vicini comuni. I semi vengono seminati in primavera e raccolti in un periodo che spazia da ottobre fino a febbraio. Si chiamano “gobbi” a causa dei cardaroli (spiegheremo meglio il motivo dietro a questo nome successivamente) e si tratta, per lo più, di vegetali. Essi si possono raccogliere già a settembre, quando raggiungono un’altezza considerevole e diventano rigogliosi, ma si preferisce farli maturare un po’ di più. Successivamente vengono piegati e ricoperti di terra, affinché possano superare le fredde temperature tipiche dell’inverno. Proprio per questo la pianta si curva leggermente: cerca la luce e si spinge verso l’alto. Da qui nasce la sua forma gobba. Tuttavia, in alcune parti del Piemonte il cardo viene “vestito” con dei pesanti fogli di carta legati intorno alla verdura. In questo modo viene meno la solita gobba e la verdura assume una forma più eretta, dritta. A causa della mancanza di luce e del tentativo d’incurvarsi per cercarla, i cardi diventano molto bianchi e con il tempo assumono un gusto particolarmente tenero e delicato al palato. Generalmente basta soltanto un mese affinché il cardo assuma la sua forma gobba, ma prima di portare tale verdura al tavolo e prepararla bisogna ricordarsi di eliminare le foglie esterne e le coste, mantenendo integro il cuore della pianta. La cosa bella dei cardi gobbi è che si possono mangiare subito, senza alcuna cottura e al gusto appaiono dolci e croccanti. Ovviamente, come tutti gli altri cardi anche questo si può mangiare cotto, ma si consiglia di non cuocerlo perché potrebbe perdere alcune delle sue tante sostanze nutritive. Una buona idea è di mangiarlo crudo e fresco, subito dopo averlo prelevato dal terreno. Al massimo, ciò che si potrebbe fare è risciacquare i cardi con un po’ di acqua fresca prima di servirli al tavolo. Come un valido accompagnamento si potrebbe usare un po’ di bagna cauda, nel tempo diventata un piatto tradizionale e famosissimo della cucina del Piemonte. Infine è da ricordarsi che, volendo, i cardi di questo tipo si possono mangiare anche fritti o ripieni (la farcitura può essere alquanto variabile, ma generalmente è a base di carne). Da non dimenticarsi nemmeno della possibilità di aggiungere il cardo alle zuppe tipiche del Piemonte.

IL CARDO GOBBO: UN VEGETALE RICCO DI SOSTANZE NUTRITIVE

Innanzitutto, si tratta di verdure decisamente poco caloriche, tant’è che 100 grammi di cardo gobbo includono circa 22 calorie. Tali alimenti sono carenti di proteine (come la maggior parte di vegetali) e includono circa 4 grammi di carboidrati per 100 grammi di cardo. Il vero punto forte di questi cardi è comunque rappresentato dall’elevata quantità di vitamina C (tant’è che si tratta di verdure consigliate per coloro che soffrono di carenza) e di vitamina B6. Oltretutto, si tratta di uno di pochi vegetali in grado di offrire anche ottimo apporto di fenoli, sodio, potassio, rame, magnesio e quant’altro ancora. Tutto questo rende il cardo gobbo non solo un alimento dall’ottimo gusto, ma anche un alimento estremamente salutare.