ALTA LANGA DOCG

L’Alta Langa DOCG è uno dei vini spumante simbolo del Piemonte, le cui origini risalgono alla seconda metà dell’Ottocento. In questo periodo, grazie ai conti Sambuy, furono infatti importati in Italia i primi vitigni Chardonnay e Pinot Nero, tradizionalmente coltivati nel territorio francese.
Il primo produttore di spumante piemontese fu Carlo Gancia, che apprese il metodo champenoise direttamente a Reims e che, tornato in Italia, iniziò a sperimentare questa tipologia di coltivazioni nella zona di Canelli, confermandosi come il precursore di una tradizione di grande successo e qualità che è oggi conosciuta come Metodo Classico Piemontese.
Negli anni ’90 le principali case di produzione di spumante, Cinzano, Contratto, Fontanafredda, Gancia, Martini&Rossi, Riccadonna e Vini Banfi, siglarono l’impegno di coltivare vitigni di Pinot Nero e Chardonnay, dando vita, grazie all’appoggio dell’amministrazione comunale e dei rappresentanti dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura, al Progetto Spumante Metodo Classico in Piemonte. A questo proposito furono dedicati alla coltivazioni di uve per vini da spumantizzare alcuni territori situati in provincia di Alessandria, Asti e Cuneo, per un totale di 20 ettari e 80mila barbatelle messe a dimora.
Il Progetto Spumante fu presentato all’Unione Industriale di Torino, raccogliendo grande apprezzamento e indiscusso successo, tanto che i viticoltori spumantiferi ottennero un totale di altri 57 ettari di vigneti da mettere a dimora.
Nel 1996 venne coniato il nome Alta Langa, fu stilato il primo Disciplinare di produzione e l’originario Progetto Spumante cambiò denominazione, divenendo Case Storiche Piemontesi. Pochi anni più tardi, a Bossolasco, fu inaugurato lo spumante Alta Langa, frutto dei primi vigneti sperimentali, evento che gettò le basi per l’iter di riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita.
Con l’avvento del nuovo millennio nacque infine il Consorzio Alta Langa e nel novembre 2002 lo spumante, fino ad allora conosciuto come Piemonte DOC, ottenne ufficiale riconoscimento d’indipendenza grazie alla concessione delle denominazione Alta Langa DOCG.
L’attuale produzione di spumanti con denominazione Alta Langa DOCG si distingue in Alta Langa, Alta Langa riserva, Alta Langa rosato e Alta Langa rosato riserva.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE E DEGUSTATIVE

I vini Alta Langa DOCG, anche quelli riserva, sono caratterizzati da una spuma molto fine e persistente e da un’aroma fragrante e avvolgente, tipico dei vini da fermentazione in bottiglia. Il colore varia da un limpido giallo paglierino o color dorato intenso dell’Alta Langa spumante e riserva, al rosato più o meno intenso dell’Alta Langa rosè.
Il sapore dell’Alta Langa spumante e riserva può essere considerato delicatamente sapido, equilibrato e armonico, definito da note di agrumi, frutta esotica e frutta bianca, con l’aggiunta di un gradevole sentore di crosta di pane.
L’Alta Langa rosè è invece caratterizzato da un’avvolgente intensità aromatica che spazia tra il sentore di delicate spezie e l’aroma di pompelmo. Anche in questa varietà, ritroviamo la sapidità tipica dell’Alta Langa DOCG.

ABBINAMENTI TIPICI CONSIGLIATI

Tutte e 4 le tipologie di Alta Langa DOCG possono essere consumate in ogni momento del pasto. Sono infatti tipologie di vino molto versatili, perfette per un modesto consumo giornaliero.
Gli abbinamenti migliori si ottengono di certo con i piatti a base di pesce, comprese le fritture e le paranze di calamari, gamberi e frutti di mare. È inoltre consigliato l’abbinamento a piatti salati a base di tartufo bianco (tipico ingrediente delle pietanze tradizionali piemontesi), flan di verdure e fondute.
Risulta inoltre ottimo nel menù di variegati aperitivi e antipasti, o per accompagnare formaggi a pasta dura (come il grana o il pecorino), e le varie pietanze cotte alla griglia, tra le quali si consigliano quelle a base di pesce azzurro e verdure fresche di stagione.
Gli unici piatti che non si sposano alla perfezione con l’Alta Langa DOCG sono quelli a base di carni rosse molto speziate, come gli arrosti e gli spezzatini: il loro intenso sapore andrebbe infatti a coprire i delicati sentori caratteristici di questo delizioso spumante piemontese.

ZONE DI PRODUZIONE E UVE

Le coltivazioni dei vitigni spumantiferi dell’Alta Langa sono situati nei territori marnosi e calcareo-argillosi delle province di Asti, Alessandria e Cuneo. Sono posizionate in zone collinari, da un limite di 250 metri sopra il livello del mare a salire, essendo vietate le zone del fondovalle, eccessivamente umide.
Uve: vengono utilizzate esclusivamente le uve dei vitigni autorizzati Pinot Nero e Chardonnay, in purezza o miscelate in percentuale variabile. Come risultato si ottengono Alta Langa bianco, rosè, brut o pas dosè.

Resa produttiva: per lo spumante Alta Langa e Alta Langa riserva la resa massima delle uve è fissata al 65%, corrispondente a 7150 litri di vino. Per l’Alta Langa rosato e Alta Langa rosato spumante, la resa massima incontra lo stesso limite del 65%, per 7150 litri di vino. Qualora la produzione superi tali percentuali, non ha diritto alla denominazione DOCG

 

METODO DI PRODUZIONE

Il Metodo Classico piemontese prevede la raccolta manuale delle uve in piccole cassette, seguita dalla pressatura degli acini interi. Dopo la prima fermentazione del mosto fiore, in primavera viene eseguita la creazione della cuvée con vini millesimati, cui segue l’imbottigliamento.
L’aggiunta di lieviti e zuccheri consente la fermentazione direttamente nelle bottiglie, che vengono messe a riposo nelle cantine Sur Lattes a temperatura costante pari a 15° C o 18° C. Segue un lungo periodo di affinamento e il congelamento dei colli delle bottiglie con un liquido refrigerante di temperatura pari a -30° C.
Viene dunque eliminato il sedimento prodotto dallo scuotimento delle bottiglie (remuage) e si procede con la misurazione del dosaggio degli zuccheri. Fino a 3 grammi per litro, lo zucchero si considera non dosato, dai 6 g/l, ai 12 g/l, arrivando ai 17 g/l si hanno rispettivamente vini Extra Brut, Brut ed Extra Dry.
L’ultimo passaggio prevede il confezionamento dei vini, con tappo a fungo, gabbietta metallica, capsula ed etichetta.