Asti: una delle Gerusalemme d’Italia

Sin dall’antichità la Terra Santa fu la meta che attirò migliaia di pellegrini animati dal desiderio di
visitare i luoghi della vita di Cristo e in particolare il Santo Sepolcro. A causa dello scontro in corso
tra mondo cristiano e mondo arabo, ma anche per le difficoltà a muoversi e a viaggiare, i
pellegrinaggi risultavano assai pericolosi: tuttavia a partire dalla fine del X secolo si verificò un
aumento dei pellegrinaggi e i porti della Puglia divennero il principale luogo di imbarco per il
Medio Oriente. Per raggiungerli i pellegrini, ma anche i cavalieri desiderosi di andare a
riconquistare i luoghi santi e i mercanti desiderosi di ampliare i loro commerci, dovevano
attraversare l’Italia percorrendo le cosiddette “Vie Romee” che collegavano il Nord Europa a Roma
e al Sud d’Italia. La via ancora oggi più celebre e utilizzata era la Francigena, che andava da
Canterbury, in Inghilterra, a Santa Maria di Leuca. Lungo il percorso vennero fondati degli ospedali
e dei centri di accoglienza dovevano assicurare ospitalità ed assistenza ai pellegrini ed ai viandanti.
Nello stesso periodo sorsero in tutta Europa chiese e monasteri dedicati al Santo Sepolcro: le chiese,
in particolare, riprendevano nelle forme e nello stile il modello architettonico di tale costruzione
religiosa. I pellegrini che visitavano questi luoghi sacri si preparavano alla vista della Città Santa;
quelli che invece per qualche motivo dovevano interrompere il viaggio potevano almeno consolarsi,
gustando qualcosa delle emozioni che avrebbero provato nella vera Gerusalemme. A Asti esiste una
di queste “piccole Gerusalemme” all’interno del complesso del Battistero di San Pietro che si trova
appena fuori dal centro storico, in direzione di Alessandria. Cuore del complesso è la cosiddetta
“Rotonda”, risalente al 1130, realizzata proprio a imitazione del Santo Sepolcro. La particolare
forma circolare ricorda la chiesa rotonda che l’imperatore romano Costantino aveva fatto erigere
intorno alla grotta dove si riteneva fosse stato sepolto Gesù Cristo. Verso la fine del Duecento
accanto al Battistero vennero costruiti un chiostro, la Cappella di San Pietro in Consavia e un
ospedale: l’intero complesso era gestito dall’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme,
oggi noti come Cavalieri di Malta, che sopra l’armatura indossavano una veste rossa e un mantello
nero con croce bianca. Attualmente il complesso del battistero di San Pietro ospita il Museo
Archeologico con una ricca collezione di reperti romani, come anfore vinarie, vasellame in
ceramica e bronzi. Visitandolo si può idealmente ripercorrere una delle tappe percorse nel
Medioevo da migliaia di pellegrini diretti in Terra Santa.